Alessandro Minelli è fotografo e videomaker a Bologna.
In questa intervista ci svela come affrontare con il sorriso il photoshooting professionale.
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ToggleCosa possiamo aspettarci?
Alessandro, tu sei fotografo e videomaker e hai lavorato spesso con interpreti, traduttori e traduttrici per AITI.
Ci racconti cosa succede durante una sessione con te per realizzare degli scatti professionali?
Inizierei definendo la fotografia di ritratto come un fermo immagine della nostra vita in un preciso momento.
È il modo migliore di celebrare periodicamente i nostri traguardi ed al tempo stesso proiettarci verso il futuro con la versione migliore di noi stessi.
Sembra molto filosofico ma il fotografo ha il compito e la responsabilità di ritrarre il lavoro che la persona ha già fatto su se stessa prima della sessione.
Ritengo infatti importantissimo un incontro o una chiamata conoscitiva per conoscere le esigenze specifiche e capire come trasformare l’idea in una fotografia reale in cui la persona possa dire: WOW, sono davvero io!
Durante una sessione fotografica in studio ci si concentra veramente solo su sé stessi all’interno di un ambiente interamente dedicato alla creazione di immagini, dove sono allestite tutte le attrezzature del mestiere.
Fotocamere mirrorless di ultima generazione, luci flash senza fili, grandi modificatori di luce per ammorbidire le ombre e sfondi sia neutri che colorati, utilizzati in sincronia per dare la giusta impronta all’ambiente.
La tecnologia ci aiuta nel processo fotografico: visualizzeremo insieme le immagini in tempo reale per ottenere il risultato desiderato.
Come prepararsi?
Nella tua esperienza, come dovremmo prepararci? Quale abbigliamento è consigliato? Quali colori e forme rendono meglio in foto?
Ogni persona è un universo di sfumature a cui è impossibile dare delle regole precise ma semplicemente dei consigli.
Una fotografia deve necessariamente veicolare un messaggio per l’osservatore che cerca sempre di farsi un’idea sul carattere della persona, esattamente come quando si ascolta lo speaker alla radio cerchiamo di immaginare le sue sembianze.
L’abbigliamento “sempre verde” per un servizio fotografico realizzato per rappresentarci nel mondo del lavoro, secondo me, è sicuramente classico: abito giacca e cravatta per i gentlemen e giacca o blazer abbinati a pantaloni o gonna per le ladies.
Scarpe generalmente chiuse: sì ai tacchi, mocassini, e stivali.
Make-up: leggero e da giorno, per un effetto naturale.
Acconciatura a piacere.
I colori da abbinare esprimono la vostra personalità. Partendo dalla base classica con bianco, nero/antracite o grigio, si possono andare ad abbinare i colori pastello tinta unita o trame per dare movimento al ritratto.
Per le persone estroverse ed energiche colori caldi come rosa mattone, arancione, verde mela.
Per i riflessivi e logici, colori pastello sulle tonalità fredde o neutre: turchese, lavanda, salvia.
In linea di massima con colori neutri o leggermente colorati come tortora e navy non si sbaglia mai!
Per quanto riguarda le forme del corpo si possono mostrare o nascondere a piacimento con le inquadrature e le pose raccontate e ve lo racconto nella prossima domanda.
E le pose?
Esistono delle pose che ci possono aiutare a veicolare un certo messaggio? O inquadrature che possono aiutare con parti di noi di cui non andiamo troppo fieri?
Le pose possono efficacemente comunicare messaggi specifici.
Pose di potere, come il supereroe o il performer, possono trasmettere sicurezza e professionalità.
Inquadrature strategicamente scelte possono anche aiutare a mettere in risalto i tuoi punti di forza o a minimizzare quelli che ti piacciono meno.
Personalmente trovo la posizione a braccia incrociate la più semplice ed efficace da sfruttare alla prima occasione.
Aiuta molto a togliere l’imbarazzo delle mani che “non so dove metterle”. Anche se le braccia piegate vicine al corpo sono associate a posizioni di chiusura, le braccia incrociate associate ad una inquadratura adeguata sono molto potenti.
Una volta sciolto il ghiaccio, si passa alle pose più dinamiche generalmente con una o entrambe le mani appoggiate sui fianchi a formare dei triangoli, posa detta anche Wonder Woman. Infine, le spalle e la postura del petto compiono una funzione importantissima: se ben utilizzate senza esagerare donano grande fierezza ed autostima.
In ogni caso la migliore posa in assoluto resta il sorriso!
Ma quanto è imbarazzante?
Come possiamo tenere a bada l’imbarazzo di stare davanti all’obiettivo?
Per ridurre l’imbarazzo, è importante lavorare con un fotografo che ti metta a tuo agio.
Praticare le pose davanti allo specchio prima della sessione può aiutare a sentirsi più confidenti e trovare il proprio lato migliore.
In studio è possibile riprodurre della musica oppure quando la persona è molto tesa funziona benissimo una pausa di respirazione yoga.
Ricorda che il fotografo è lì per catturare il meglio di te e guidarti attraverso il processo senza alcun pregiudizio.
Ma le foto sono poi così importanti?
Perché è tanto importante avere degli scatti professionali che tengano conto del nostro settore di specializzazione?
Avere scatti professionali è fondamentale perché rappresentano la tua immagine lavorativa.
Che tu sia nel settore legale, marketing o letteratura per bambini, le foto di alta qualità su siti web, LinkedIn, Instagram e biglietti da visita comunicano professionalità e attenzione al dettaglio, elementi chiave per distinguersi rispetto agli altri ed elevano la percezione del servizio che offriamo come qualitativamente migliore.
In poche parole: possiamo guadagnare di più con una fotografia ben realizzata.
Grazie Alessandro per averci svelato i retroscena di un servizio fotografico.
Credo che affrontare questo momento importante con serenità e spensieratezza, sia il primo passo per volerci un po’ più di bene e ottenere degli scatti fotografici che potremo sfruttare in molte occasioni e per fare un’ottima prima impressione.
